Comunicati Stampa
Cota e Sacchetto abrogano la legge regionale sulla caccia. E con essa il referendum e la democrazia.

Per il momento, ogni attività propagandistica è sospesa: non avrebbe infatti senso volantinare o...


03/05/2012

GRAVISSIMO E INACCETTABILE ATTENTATO ALLA DEMOCRAZIA

Quello che è successo oggi in Consiglio Regionale è incredibile ed indegno di un Paese che si...


27/04/2012

IL 3 GIUGNO SI VOTERÀ PER IL REFERENDUM REGIONALE SULLA CACCIA

Ora è ufficiale: il prossimo 3 giugno, gli elettori piemontesi potranno esprimere il loro parere...


24/02/2012

PIEMONTE: IL TAR ORDINA A COTA DI FARE IL REFERENDUM CONTRO LA CACCIA

Con Sentenza emessa il 9 febbraio nel Giudizio per ottemperanza il TAR del Piemonte ha...


10/02/2012

PIEMONTE CACCIA: L’ASSESSORE SACCHETTO PROPONE DI AUMENTARE LE SPECIE CACCIABILI

Durante i lavori della Terza Commissione del Consiglio Regionale, l’Assessore alla caccia Claudio...


31/01/2012

SALVI I COLOMBI DI BIANZE’ Mille colombi potranno continuare a volare

Il Tribunale Amministrativo Regionale del Piemonte  con ordinanza depositata  il 12...


13/01/2012

PIEMONTE: L’ASSESSORE SACCHETTO VUOLE IMPEDIRE AI CITTADINI DI VOTARE IL REFERENDUM REGIONALE CONTRO LA CACCIA RICHIESTO 25 ANNI FA DA 60.000 CITTADINI.

OVVERO COME SOSPENDERE LA DEMOCRAZIA.

Dopo ben 24 anni di battaglie legali, il 29 dicembre del...


09/01/2012

SALVEREMO I COLOMBI DI BIANZE’

 

LIPU e LAC hanno deciso di impugnare al T.A.R. del Piemonte l’Ordinanza n. 57 del 31/10/2011...


26/11/2011

BRACCONIERI BRESCIANI IN TRASFERTA A BIELLA ASSICURATI ALLA GIUSTIZIA

Brillante operazione antibracconaggio delle guardie venatorie volontarie della LAC del Nucleo di...


19/11/2011

I LUPI E TEX WILLER

Gli attacchi alle greggi che spesso vengono attribuiti ai lupi sono quasi sempre opera di cani...


16/07/2011

Piemonte - Referendum Sulla Caccia, dopo 23 anni si dovrà votare

La Regione Piemonte dovrà da subito riattivare le procedure referendarie per fare esprimere gli...


15/02/2011


News
IL CONSIGLIO DI STATO SOSPENDE PARZIALMENTE IL CALENDARIO VENATORIO DELLA REGIONE PIEMONTE

Accolto l'appello della Lega Abolizione Caccia e di Pro Natura, dopo il primo diniego del TAR

Con...


15/12/2010


LAC PIEMONTE SU FACEBOOK

La Lega per l'abolizione della caccia - Sezione Piemonte

è anche su Facebook.

Cerca il Gruppo LAC Piemonte e aderisci

per diventarne membro

ISCRIZIONE ALLA LAC PIEMONTE

Per iscriversi alla Lega per l'abolizione della caccia - Sezione Piemonte occorre effettuare il versamento della quota associativa annuale pari a 20 euro sul conto corrente postale n. 33346107, intestato a LEGA ABOLIZIONE CACCIA SEZIONE PIEMONTE - ONLUS, indicando la causale: Quota associativa anno 2009, mediante bollettino postale oppure Bonifico utilizzando il codice IBAN IT-81-T-07601-01000-000033346107

DONAZIONI ALLA LAC PIEMONTE

Per effettuare donazioni liberali alla LAC Piemonte, si può effettuare un versamento mediante bollettino postale sul conto corrente postale n. 33346107, intestato a LEGA ABOLIZIONE CACCIA SEZIONE PIEMONTE - ONLUS indicando nella causale: DONAZIONE LIBERALE A LAC PIEMONTE ONLUS, oppure mediante bonifico utilizzando il codice IBAN IT-81-T-07601-01000-000033346107

5 per MILLE alla LAC PIEMONTE

Per devolvere il 5 per mille della dichiarazione dei redditi, indicare quale beneficiario la Lega per l'abolizione della caccia - Sezione Piemonte e riportare il Codice Fiscale n. 97542360017

Manifestazione Nazionale: Restituiteci il Referendum e la Democrazia

Con un atto liberticida e antidemocratico il Consiglio Regionale del Piemonte e la Giunta presieduta dal leghista Cota hanno abrogato la Legge sulla caccia, cancellando di fatto il Referendum regionale, fissato per il 3 giugno.

Questo è avvenuto a trenta giorni dalla data della consultazione, quando la macchina referendaria era già attiva da mesi e aveva già coinvolto migliaia di volontari. L’arma utilizzata per raccogliere consenso intorno a questo scippo senza precedenti è stata quella crisi economica che questa stessa classe politica ha contribuito a generare!

Così, tramite uno scientifco ribaltamento della realtà, i referendari sono stati dipinti come coloro che volevano sperperare 22 milioni di Euro (cifra, peraltro, campata per aria) mentre in Giunta tutti si dichiaravano – per la prima volta – preoccupati per coloro che stanno peggio, speculando in modo inaccettabile sui drammi reali delle persone ammalate, degli anziani con pensione al minimo, dei disabili, dei disoccupati, dei precari.

Peccato che tutti gli appelli del Comitato referendario a trovare soluzioni alternative (tra cui l’accorpamento alle elezioni amministrative) che impedissero di spendere soldi pubblici siano stati ignorati se non addirittura sbeffeggiati da Cota, dall’assessore Sacchetto e soci.

Giunta e maggioranza, col solo scopo di assecondare poche migliaia di cacciatori, i cui consensi fanno sempre gola a politicanti alla ricerca di voti facili, hanno così calpestato il diritto legittimo di quattro milioni di piemontesi ad esprimere democraticamente la propria posizione su un tema di grande importanza. Questo provvedimento – figlio di una classe politica sempre più slegata dalle persone che pretende di rappresentare – si è fatto beffe dei cittadini e di 25 anni di battaglie legali, risoltesi con l’imposizione da parte dei giudici di indire la consultazione. Non bastasse, gli autori di questo atto inqualifcabile hanno strumentalizzato le fasce più deboli, quelle persone che stentano più di tutte a sopravvivere alla crisi.

Questa VERGOGNA merita una reazione forte e univoca da parte di tutte le forze democratiche, dal mondo animalista e ambientalista ai partiti, ai movimenti e le associazioni dei cittadini, a coloro che, come molti di noi, appartengono proprio a quelle categorie sociali sempre più precarie, che ovviamente non avranno alcun beneficio dalla cancellazione del Referendum, al contrario di quanto in molti hanno blaterato dai palazzi del potere regionale.

Oggi, con la scusa della crisi economica, hanno cancellato una legge per impedire il Referendum sulla caccia. Domani, seguendo la stessa logica perversa, possono cancellare il diritto di voto !

Torino, 3 giugno 2012 MANIFESTAZIONE NAZIONALE
Concentramento alle ore 15.30 in Corso Bolzano 30 (a 100 mt da Porta Susa)

- Per il ripristino della democrazia e del diritto costituzionale alla partecipazione

- Per la restituzione del Referendum sulla caccia scippato da Cota e Sacchetto

- Contro la strumentalizzazione di ammalati, pensionati, disabili e disoccupati, per una politica che si occupi realmente di risolvere i problemi dei cittadini

- Per le immediate dimissioni della Giunta Cota, responsabile del furto del Referendum e dello scempio della legalità democratica!

PARTECIPA E DIFFONDI


Segui l’evento su Facebook e invita i tuoi contatti!

Scarica e diffondi il manifesto e il volantino della manifestazione.

Cota e Sacchetto abrogano la legge regionale sulla caccia. E con essa il referendum e la democrazia.

Comunicato stampa,
Torino, 3 Maggio 2012

La vergognosa decisione del Consiglio Regionale di abrogare la Legge Regionale 70/96 non ci fermerà di sicuro. Anche se la Legge Finanziaria deve ancora essere approvata ed il referendum annullato con uno specifico provvedimento, è ovvio come la situazione abbia preso una piega a noi sfavorevole.

L’opinione pubblica è ormai convinta che il referendum non si farà più, per cui, anche nel caso – improbabile ma non impossibile – che la situazioni si ribalti, le difficoltà per noi diverrebbero praticamente insormontabili. Non fosse altro che per la drammatica riduzione dei tempi a nostra disposizione per la campagna elettorale.

Non ci diamo comunque per vinti.

Intanto valuteremo tutte le strade legali per riprenderci il referendum (e soprattutto la democrazia): al momento non escludiamo nemmeno denunce penali (per violazione dell’articolo della Costituzione che prevede i diritti civili della popolazione).
Saranno comunque i nostri legali ad indicarci quale sarà la strada più proficuamente percorribile.

Per il momento, tuttavia, ogni attività propagandistica è sospesa: non avrebbe infatti senso volantinare o fare banchetti in una situazione come l’attuale.

Venerdì pomeriggio, e soprattutto lunedì sera, ci ritroveremo e valuteremo con calma quali siano le risposte più adeguate da predisporre.
Sospendiamo l’attività, ma non smobilitiamo.Anzi, se possibile ci impegneremo ancora di più di quanto abbiamo fatto fino ad ora.
Ormai non è più solo una battaglia a difesa degli animali selvatici, ma soprattutto della democrazia e dei diritti dei cittadini, ignobilmente calpestati da Cota, Sacchetto e compari.


per il Comitato Referendum Caccia (Piero Belletti e Roberto Piana)

Aderiscono al Comitato: Agire Ora, APDA, CIPRA Italia, ENPA, Federazione dei Verdi, Gruppi Consiliari Regione Piemonte Federazione Sinistra Europea, Insieme per Breso, Italia dei Valori, Sinistra Ecologia e Libertà, La Pulce, LIDA, Mountain Wilderness, Movimento 5 Stelle, No alla caccia, OIPA, Teatro Zeta, Terra Boschi Gente e Memorie, Terra del Fuoco, VegFestival

GRAVISSIMO E INACCETTABILE ATTENTATO ALLA DEMOCRAZIA

Comunicato stampa,
Torino, 27 Aprile 2012

Quello che è successo oggi in Consiglio Regionale è incredibile ed indegno di un Paese che si ritiene non solo democratico, ma addirittura civile.

La Terza Commissione del Consiglio Regionale ha infatti approvato un Ordine del Giorno il quale, nelle intenzioni dei proponenti, dovrebbe vincolare la Regione nell'approvare una nuova legge sulla caccia, dopo che quella attuale verrà abrogata, all'unico e dichiarato scopo di impedire ai cittadini di esprimere il loro parere attraverso il referendum del prossimo 3 giugno.

L'atto è già di per sé gravissimo: il referendum popolare è l'unica forma di partecipazione diretta del popolo alle scelte politiche, oltre alle elezioni. Il negare questo diritto rappresenta un atto intollerabile ed odioso, che come cittadini, prima ancora che come ambientalisti, ci rifiutiamo di accettare.

Ma oltre il danno c'è la beffa: infatti, la nuova legge che sostituirà quella attuale sarà una presa in giro per gli ambientalisti. Verranno protette cinque specie, di scarso o nullo interesse venatorio (tra cui gazza, cornacchia nera e grigia), si vieterà la caccia di domenica solo nel periodo estivo (quando la stagione venatoria è praticamente chiusa) e si continuerà tranquillamente a cacciare sulla neve.

Non possiamo accettare questo atto antidemocratico da parte della Regione: invitiamo le forze politiche che ancora credono nella democrazia a reagire duramente a quella che non può che considerarsi una squallida provocazione da parte della maggioranza che oggi governa in Regione.

Il Comitato del referendum preannuncia iniziative molto dure affinché nella nostra Regione torni la democrazia. I cittadini devono conoscere chi ci governa e quali metodi vengono adottati.
per il Comitato Referendum Caccia (Piero Belletti e Roberto Piana)

Aderiscono al Comitato: Agire Ora, APDA, CIPRA Italia, ENPA, Federazione dei Verdi, Gruppi Consiliari Regione Piemonte Federazione Sinistra Europea, Insieme per Breso, Italia dei Valori, Sinistra Ecologia e Libertà, La Pulce, LIDA, Mountain Wilderness, Movimento 5 Stelle, No alla caccia, OIPA, Teatro Zeta, Terra Boschi Gente e Memorie, Terra del Fuoco, VegFestival

IL 3 GIUGNO SI VOTERÀ PER IL REFERENDUM REGIONALE SULLA CACCIA

Come sprecare 25 milioni di euro

Con una nuova legge sulla caccia che recepisse i motivi del referendum si risparmierebbero 25 milioni di euro.
Il non accorpamento del referendum con le elezioni amministrative farebbe sprecare 5 milioni di euro.

IL 3 GIUGNO SI VOTERÀ PER IL REFERENDUM REGIONALE SULLA CACCIA

Ora è ufficiale: il prossimo 3 giugno, gli elettori piemontesi potranno esprimere il loro parere sulla caccia.

La Giunta Regionale ha infatti approvato ieri un Decreto del suo Presidente, il quale, in ottemperanza a quanto imposto dal TAR del Piemonte, dà l’avvio alle procedure di indizione del referendum.

Finalmente si conclude una battaglia legale durata un quarto di secolo: sono infatti trascorsi 25 anni da quando vennero raccolte 60.000 firme di elettori piemontesi in calce alla richiesta di un referendum abrogativo di parte della legislazione regionale sulla caccia. Il quesito prevede la riduzione delle specie cacciabili a quattro (cinghiale, lepre, minilepre e fagiano), il divieto di caccia la domenica e su terreno coperta da neve e la limitazione dei privilegi concessi alle aziende faunistico-venatorie, le ex riserve private di caccia.

La Regione, in tutti questi anni, non ha mai consentito lo svolgimento del referendum, con motivazioni spesso pretestuose ed illegittime, ma non ha più potuto opporsi alla sentenza della Corte di Appello di Torino di fine 2010, confermata più recentemente dal TAR Piemonte.

La scelta della data suscita però non poche perplessità: il Comitato Promotore aveva infatti chiesto che il referendum venisse accorpato alle prossime elezioni amministrative, che si svolgeranno in numerosi Comuni del Piemonte il prossimo 6 maggio: in tal modo sarebbe stato possibile risparmiare una parte consistente delle risorse pubbliche destinate all’effettuazione del referendum. La Giunta Regionale, invece, ha ritenuto di agire diversamente, adducendo problemi di carattere tecnico che in realtà si sarebbero potuti risolvere facilmente.

Il Comitato Promotore auspica che La Regione provveda ora a diffondere in modo capillare ed efficace l’informazione relativa al referendum. L’obiettivo del fronte venatorio e di numerose forze politiche è infatti quello di rendere nulli gli effetti del referendum a seguito del mancato raggiungimento del quorum dei votanti.

"Tale ipotesi rappresenterebbe però una sconfitta non tanto e non solo del fronte ambientalista ed animalista – affermano Piero Belletti e Roberto Piana del Comitato Promotore del Referendum – quanto soprattutto della democrazia e della partecipazione".

"Auspichiamo almeno – concludono gli ambientalisti – che, in attesa dell’esito del referendum, la Regione blocchi i lavori volti a modificare l’attuale legge sulla caccia. Modifiche che vanno in senso esattamente opposto alle richieste referendarie, prevedendo l’aumento del numero di specie cacciabili, il prolungamento della stagione venatoria, la caccia con l’arco e quella a specie di uccelli protette a livello comunitario."


Per il Comitato promotore Roberto Piana - Piero Belletti

 

Aderiscono al Comitato: Agire Ora, APDA, CIPRA Italia, ENPA, Federazione dei Verdi, Gruppi Consiliari Regione Piemonte Federazione Sinistra Europea, Insieme per Breso, Italia dei Valori, Sinistra Ecologia e Libertà, La Pulce, LIDA, Mountain Wilderness, Movimento 5 Stelle, No alla caccia, OIPA, Teatro Zeta, Terra Boschi Gente e Memorie, Terra del Fuoco, VegFestival

PIEMONTE: IL TAR ORDINA A COTA DI FARE IL REFERENDUM CONTRO LA CACCIA

Con Sentenza emessa il 9 febbraio nel Giudizio per ottemperanza il TAR del Piemonte ha ordinato al Presidente della Regione di fissare la data del Referendum regionale contro la caccia, chiesto da 60.000 cittadini ben 25 anni fa, entro 15 giorni dalla notifica della sentenza.

In difetto, ad istanza del Comitato Promotore, sarà il Prefetto a sostituirsi alla Regione in veste di commissario ad acta.

 

IL REFERENDUM CONTRO LA CACCIA ORA E’ CERTO CHE SI FARA’

 

La Regione è stata riconosciuta inadempiente e condannata rifondere le spese al Comitato promotore.


"Deve affermarsi che la mancanza di qualsiasi risposta da parte della Regione alle richieste volte dai ricorrenti di far ripartire il procedimento e l’omessa comunicazione di qualsiasi informazione al riguardo rappresentano un’ inottemperanza al giudicato della sentenza della Corte d’Appello che ha riconosciuto la sussistenza del diritto soggettivo pubblico alla prosecuzione del processo referendario" scrivono i giudici del TAR.

Entro il mese di febbraio conosceremo la data del referendum che si svolgerà in una domenica tra il 15 aprile e il 15 giugno.

"Il tempo dei trucchi e degli inganni è finito. Dopo 25 anni di sospensione dei diritti democratici nella nostra regione operata dalla casta che ci governa, la democrazia potrà riprende il suo corso. Il Consiglio regionale accantoni il tentativo di modificare la legge sulla caccia a favore di una minoranza (i cacciatori) e si rimetta alla volontà dei cittadini che col referendum esprimeranno il loro pensiero sull’argomento. 
Chi per 25 anni ha impedito il voto popolare tragga le dovute conseguenze da questa sentenza
" ha dichiarato Roberto Piana del Comitato promotore. ha dichiarato

 

Roberto Piana del Comitato promotore.

Per il Comitato promotore Roberto Piana - Piero Belletti

 

 

Aderiscono al Comitato: Agire Ora, APDA, CIPRA Italia, ENPA, Federazione dei Verdi, Gruppi Consiliari Regione Piemonte Federazione Sinistra Europea, Insieme per Breso, Italia dei Valori, Sinistra Ecologia e Libertà, La Pulce, LIDA, Mountain Wilderness, Movimento 5 Stelle, No alla caccia, OIPA, Teatro Zeta, Terra Boschi Gente e Memorie, Terra del Fuoco, VegFestival

PIEMONTE CACCIA: L’ASSESSORE SACCHETTO PROPONE DI AUMENTARE LE SPECIE CACCIABILI

Durante i lavori della Terza Commissione del Consiglio Regionale, l’Assessore alla caccia Claudio Sacchetto (Lega Nord) ha proposto un emendamento al proprio disegno di legge, il quale, tra le altre cose, prevede:
- l’inserimento di ben 10 nuove specie tra quelle cacciabili (allodola, gallinella d’acqua, frullino, folaga, alzavola, marzaiola, moriglione, mestolone, fischione, ghiandaia), il che porterebbe il numero di specie cacciabili in Piemonte da 29 a 39. Alcune di queste specie sono rarissime nella nostra regione, altre sono di dimensioni paragonabili a quelle del passero (allodola).
- l’introduzione dell’arco tra i mezzi di caccia consentiti. L’arco quasi sempre ferisce solamente gli animali, che vanno poi  a morire lontano, tra atroci sofferenze. L’arco, più che mezzo di caccia, è mezzo di tortura.
- l’ampliamento dei periodi di caccia. Alcuni dei periodi proposti superano i limiti previsti dall’ISPRA (Istituto Superiore per la Protezione e la Ricerca Ambientale, la massima autorità scientifica in materia), i quali, recependo la Direttiva Europea sulla protezione degli uccelli, prevedono la protezione degli uccelli durante il ritorno ai luoghi di nidificazione ed il periodo di dipendenza dei piccoli dai genitori. La proposta è pertanto palesemente incostituzionale e, ove approvata, causerebbe gravi danni alla consistenza delle popolazioni selvatiche.
- l’introduzione della caccia in deroga alle specie protette dalla Comunità Europea. Alle numerose sanzioni che la Comunità Europea ha inflitto all’Italia per i provvedimenti illegittimi di alcune Regioni in ordine alla possibilità di cacciare specie protette, si aggiungeranno così anche quelle determinate dalla nuova normativa della Regione Piemonte.
La proposta di Sacchetto si colloca in direzione diametralmente opposta a quella del referendum contro la caccia, richiesto ben 25 anni fa da oltre 60.000 cittadini e che si svolgerà nella prossima primavera. A breve il TAR nominerà un commissario ad acta per fare svolgere il referendum, sostituendosi ad una inadempiente Regione, che fa di tutto pur di impedire ai cittadini di manifestare il loro pensiero sulla caccia.
I tre maggiori partiti presenti in Regione (PDL, Lega Nord, PD), invece di difendere le ragioni della democrazia e della fauna selvatica, sostengono in commissione le deteriori richieste dell’estremismo venatorio. Di democrazia se ne parla solo quando è il momento di chiedere il voto ai cittadini…..

Per il Comitato promotore del Referendum regionale contro la caccia
Piero Belletti
Roberto Piana

 

NO ALLO SCIPPO DEL REFERENDUM REGIONALE SULLA CACCIA

Nonostante la Corte d’Appello di Torino abbia chiaramente riconosciuto la legittimità del referendum regionale sulla caccia, la Regione Piemonte continua a cercare sotterfugi per evitare la consultazione popolare. Addirittura, l’Assessore regionale alla caccia, Claudio Sacchetto, ha proposto la totale abrogazione della legge regionale in materia. I costi della consultazione popolare non sono certo una motivazione valida per cancellare l’unica forma di partecipazione diretta prevista dal nostro ordinamento, oltre le elezioni, e calpestare i diritti democratici della cittadinanza.

L’unica via percorribile per evitare il ricorso alle urne continua ad essere il totale recepimento dei quesiti referendari (limitazione del prelievo venatorio a 4 specie, divieto di cacciare la domenica e su terreno coperto da neve, limitazione dei privilegi concessi alle aziende faunistico-venatorie).
Su questi argomenti è indetta una conferenza stampa, che si terrà il giorno

Lunedì 16 gennaio 2012, alle ore 14.30 presso la sede del Consiglio Regionale del Piemonte (via Alfieri 15).

Contestualmente verrà organizzato, a partire dalle ore 14.00, un presidio popolare di fronte alla sede del Consiglio Regionale (v. Alfieri 15) per chiedere a gran voce il rispetto delle leggi ed un serio impegno per la tutela della fauna selvatica.

PIEMONTE: L’ASSESSORE SACCHETTO VUOLE IMPEDIRE AI CITTADINI DI VOTARE IL REFERENDUM REGIONALE CONTRO LA CACCIA RICHIESTO 25 ANNI FA DA 60.000 CITTADINI.

OVVERO COME SOSPENDERE LA DEMOCRAZIA.

Dopo ben 24 anni di battaglie legali, il 29 dicembre del 2010 la Corte d’Appello del Tribunale di Torino aveva riconosciuto le ragioni del Comitato Promotore e aveva ordinato alla Regione Piemonte di riavviare l’iter del referendum regionale contro la caccia, illegittimamente sospeso dalla Regione Piemonte. Si dovrebbe votare in una domenica compresa tra la metà di aprile e la metà di giugno del 2012. Solo una legge che recepisse interamente le istanze referendarie (protezione per 15 specie selvatiche, divieto di caccia la domenica, divieto di caccia su terreno coperto da neve, abolizione dei privilegi concessi alle aziende faunistiche private) potrebbe impedire l’esercizio del voto.

Sembrava che nulla potesse più impedire il democratico esercizio del voto e invece l’Assessore regionale alla caccia, Claudio Sacchetto, oggi, in III Commissione, ha trovato il modo di sospendere temporaneamente la democrazia.

Ha presentato un emendamento ad una propria proposta di legge, il quale abroga per intero l’attuale legge regionale 70/96.

Abolita la legge, abolito il referendum.

Ma come fa il Piemonte a stare senza una legge regionale che regola la caccia?

“All’Assessore Sacchetto probabilmente questo non interessa perché rimarrebbe sempre vigente la legge quadro nazionale n. 157/1992” ha dichiarato Roberto Piana del Comitato Promotore del Referendum. ”Probabilmente conta, dopo il 15 giugno di far approvare dal Consiglio regionale una legge che restauri lo status quo ante, magari anche con qualche regalo in più ai cacciatori”.
“Tra l’altro, la legge nazionale è molto più permissiva di quella regionale, per cui l’iniziativa di Sacchetto va nella direzione opposta a quella del referendum. In uno stato democratico una proposta del genere sarebbe stata rinviata al mittente e l’autore sarebbe stato invitato a fare le valigie e a cercare lavoro altrove” ha aggiunto Piero Belletti.

Per il Comitato Promotore del Referendum regionale contro la caccia
Piero Belletti
Roberto Piana

COMITATO PROMOTORE DEL REFERENDUM REGIONALE CONTRO LA CACCIA
C/O PRO NATURA
Via Pastrengo 13 – 10128 Torino
Cell. 348 3991623  - 347 6639963

BRACCONIERI BRESCIANI IN TRASFERTA A BIELLA ASSICURATI ALLA GIUSTIZIA

I numerosissimi spari che giungono dalla campagna circostante suggeriscono di intensificare i controlli.
Vengono fermati tre cacciatori provenienti dalla provincia di Brescia.
M.F. di anni 51 di Bienno (BS) viene trovato dalle guardie in possesso di ben 69 esemplari di piccoli uccelli protetti illegalmente abbattuti (49 fringuelli, 2 verdoni, 6 lucherini, 5 cardellini, 2 cinciallegre, 1 cinciarella, 1 frosone. 2 pettirossi, 1 ghiandaia).
I volontari della LAC sono da sempre in prima linea per difendere questi amici alati, così anche la piccola, ma attiva sezione provinciale di Biella.
Una pattuglia di guardie venatorie volontarie della LAC con la collaborazione di 4 GEV della Provincia nella tarda mattinata di sabato 19 novembre 2011 individua nella campagna circostante la frazione Salomone di Roppolo (BI) all’interno dell’Azienda Agri-Turistico-Venatoria “Contea di Paverano” un’ autovettura con all’interno decine di cartucce da caccia lasciate incustodite....

Eletto il nuovo Consiglio Direttivo della Sezione Piemonte della LAC

Sabato 12 marzo 2011 con la  presenza di ventuno Soci della Sezione è stato rinnovato il Consiglio Direttivo della Sezione.

Il nuovo organismo, che durerà in carica due anni, è composto da Enrico Bonetto, Arcangelo Bosco, Mauro Cavagliato, Barbara Cortese, Alessandra Franchino, Roberto Piana e Vittorio Vagelli. Il giorno 25 marzo 2011, in occasione della prima riunione, Il Consiglio Direttivo ha provveduto ad assegnare le cariche interne.

Presidente è stato eletto Roberto Piana, Vicepresidente Mauro Cavagliato, Tesoriere Arcangelo Bosco.

I primi impegni in vista saranno: la partecipazione attiva al prossimo referendum regionale contro la caccia, ancora da fissare,  e ai referendum ambientali riguardanti la proprietà pubblica dell’acqua e il nucleare. Il Consiglio ha anche dato il via a diverse iniziative sul territorio rivolte all’avvicinamento alla natura e agli animali soprattutto dei bambini e al rilancio del Centro Culturale Animalista sito presso la nostra sede di Via Ormea 24 a Torino.

16/02 2011

SI DOVRA’ VOTARE SULLA CACCIA

COMITATO PER LA PROMOZIONE DI INIZIATIVE CONTRO LA CACCIA

Associazione Radicale, Circolo Darwin, Circolo Nuclei Operativi Ecologici, Club Alpino Italiano – Commissione Tutela Ambiente Montano, Club Protezione Animali, Comitato regionale Democrazia Proletaria, Italia Nostra, Lega per l’Ambiente, Lega Antivivisezione, Lega Italiana Protezione Uccelli, Lista Verde, Lista Verde Civica, Pro Natura, Telefono Verde Piemonte, World Wildlife Found  (dal 1987)              

c/o Pro Natura – Via Pastrengo 13 – 10128 Torino

Tel. 011 5096618  / Cell. 348 4991623

                                                                                                  

COMUNICATO STAMPA

 

Si è svolta oggi 15/2/2011 alle ore 11,30 la Conferenza Stampa del Comitato promotore del Referendum regionale sulla caccia del 1987. Nel 1987 vennero raccolte 60.000 firme.

I cittadini del Piemonte avrebbero dovuto votare nel 1988.

Per 23 anni le Amministrazioni regionali di ogni colore con strumentali iniziative legislative e illegittimi provvedimenti amministrativi hanno sempre impedito il voto popolare.

Dopo ben 23 anni la Corte d’Appello di Torino – Sezione prima civile con sentenza del 29/12/2010 ha dato ragione al Comitato promotore del Referendum regionale. 

La Regione Piemonte dovrà da subito riattivare le procedure referendarie per fare esprimere gli elettori piemontesi sulla caccia.

 

SI DOVRA’ VOTARE SULLA CACCIA

 

Il quesito chiede ai cittadini se sono favorevoli a ridurre drasticamente l’attività venatoria attraverso le seguenti azioni:

 a) protezione per 25 specie selvatiche oggi cacciabili (17 specie di uccelli e 8 specie di

      mammiferi),

b) divieto di caccia sul terreno innevato

c) abolizione delle deroghe ai limiti di carniere per le aziende faunistiche private

d) divieto di caccia la domenica.

 

Non era possibile nel 1987 proporre un quesito che abolisse del tutto la caccia attraverso un referendum regionale  essendo l’attività venatoria prevista da una legge nazionale.

 

La migliore risposta all’Assessore regionale alla caccia Claudio Sacchetto (Lega Nord)  il quale propone di aumentare le specie cacciabili, di cacciare nei parchi, di allungare la stagione venatoria, di introdurre l’arco tra i mezzi di caccia, di autorizzare la caccia alle specie protette dalle norme internazionali …arriverà dai cittadini.

 

Nel 1990 nel referendum nazionale contro la caccia il Piemonte fu una delle quattro regioni dove venne raggiunto il quorum del 50% di votanti e dove prevalse il SI’ all’abolizione della caccia con il 90% dei suffragi espressi.

 

Per il Comitato Promotore del Referendum regionale sulla caccia

05/02 2011

PETIONE PER PROTEGGERE LA FONDAZIONE GABRIELE

Proteggiamo la Terra della Pace tra gli uomini, la natura e gli animali!

- a Terra con una varietà unica di uccelli, pipistrelli e farfalle;

- la Terra che accoglie animali di ogni genere che possono vivere senza paura, con dignità e con gioia;

- la Terra con boschi, biotopi d`acqua e boscaglie, con campi sani coltivati senza chimica, circondati da siepi e cigli fioriti;

- la Terra che è fonte di salute per corpo e anima;

- la Terra che, grazie ad animali pacifici e ad una natura curata con amore, dona forze guaritrici a bambini e adulti e che, integrata in un concetto di terapia globale, ha già guarito diverse sofferenze dell´anima;

- la Terra, edificata da uomini che continueranno ad ampliarla, sulla quale uomini di tutte le culture trovano accesso alla natura e agli animali;

- la Terra che trasmette tranquillità e pace – per molte persone in tutto il mondo: la Terra di una Nuova Epoca;

- la Terra che viene presa come esempio anche in paesi lontani per un nuovo rapporto pacifico con la natura e gli animali – una speranza che si diffonde in tutto il mondo per il pianeta Terra che soffre indicibilmente a causa degli uomini;

- la Terra conosciuta in tutto il mondo tramite le trasmissioni televisive “Reportage dalla Terra della Pace” (che si possono vedere sulle emittenti “Die Neue Zeit TV”, “Sophia TV” tramite satellite Astra, “Erde und Mensch” e “Sender Neu-Jerusalem” su canale satellitare Eutelsat/Hotbird e tramite molte altre televisioni in tutto il mondo).

 

E´ la Terra della Fondazione Gabriele Internazionale per tutte le culture in tutto il mondo che, in collaborazione con la fattoria Gut Terra Nova, si adopera per riparare in modo globale ai danni perpetrati nei confronti della natura, nella consapevolezza che gli uomini, gli animali e le piante sono creature di Dio.

Questa Terra della Pace, che si trova nelle vicinanze di Würzburg in Germania, è ora minacciata da un progetto stradale senza senso, che distruggerebbe tutto.

 

FIRMA LA PETIZIONE: http://www.gabriele-stiftung.de/cms/it/proteggiamo-la-terra-della-pace-tra-gli-uomini-la-natura-e-gli-animali.html 

 

21/11 2010

AVVIATA LA DEMOLIZIONE DEI PARCHI PIEMONTESI Ovvero la caccia prima di tutto e di tutti

Si sono avviate nella V Commissione consiliare della Regione Piemonte le consultazioni riguardanti il DDL n. 54  “Modifiche alla legge regionale 29 giugno 2009, n. 19 (Testo unico sulla tutela delle aree naturali e della biodiversità)” presentato dalla Giunta regionale per recepire una sentenza della Corte Costituzionale.

 

Premessa

La Regione Piemonte da molti anni prevede nel proprio ordinamento tra le Aree protette anche le cosiddette “Zone naturali di salvaguardia”. Il regime di protezione in queste zone (divieto di edificazione, di aprire strade, di realizzare cave, ecc..) è identico a quello delle riserve naturali tranne che per quanto riguarda l’esercizio della caccia. In questa tipologia di area protetta l’esercizio dell’attività venatoria è consentito. Anche la Legge regionale n. 19/2009, recentemente approvata, lo consente. 

 

La sentenza della Corte Costituzionale stabilisce che nelle Zone naturali di salvaguardia inserite nelle Aree protette debba essere vietata la caccia!

La sentenza 26 maggio 2010, n. 193 della Corte Costituzionale ha censurato la vigente Legge regionale n. 19/2009  (Testo unico sulla tutela delle aree naturali e della biodiversità) in quanto consente l’esercizio dell’attività venatoria all’interno delle Zone naturali di salvaguardia inserite dalla Regione Piemonte tra le Aree protette.

Il nuovo art. 117 della Costituzione, introdotto dalla riforma costituzionale del 2001, attribuisce la "tutela dell'ambiente e dell'ecosistema” alla potestà legislativa esclusiva dello Stato. Poiché la Legge nazionale n. 394/91 e la Legge nazionale n. 157/92 vietano la caccia nelle aree protette ergo la caccia, secondo la Suprema Corte, deve essere vietata nelle Zone naturali di salvaguardia.

La Corte rileva poi che “Zona naturale di salvaguardia” è denominazione di una tipologia di zona non prevista dal legislatore nazionale.

Scrive la Suprema Corte: “Prescindendo, tuttavia, da tale profilo, deve in ogni caso ritenersi che il divieto di attività venatoria, previsto dall’art. 22, comma 6, della legge quadro n. 394 del 1991 per i parchi e le riserve naturali regionali (ovvero per le aree protette regionali previste e consentite dalla legislazione statale) si applichi anche alle zone naturali di salvaguardia, dato che il fine di protezione della fauna è connaturato alla funzione propria di qualsiasi area protetta.”

 

Per recepire la sentenza della Corte la Giunta regionale invece di vietare la caccia usa le forbici: con il DDL n. 54 propone di scorporare le Zone naturali di salvaguardia dalle Aree protette regionali  eliminando così ogni limite al loro sfruttamento. Si potrà colare cemento, costruire strade, insediare produzioni industriali, realizzare cave, ecc… oltre ad andare a caccia come prima.

 

Le Zone naturali di salvaguardia costituiscono poco meno di un terzo delle Aree protette regionali! Trattasi di  circa 40.000 ha  dei 140.000 ha che costituiscono in Piemonte le Aree protette! Immense aree di grandissimo valore naturalistico, difese in quasi 40 anni dalla nostra Regione, saranno così distrutte.

La Legge regionale n. 19/2009 stabilisce che “nelle Zone naturali di salvaguardia il regime d’uso e di tutela non condiziona l’attività venatoria e che nelle predette zone si applicano i divieti  previsti per le aree protette classificate come parco naturale o riserva naturale, ad eccezione di quelli concernenti l’ attività venatoria, l’introduzione di armi e il sorvolo a bassa quota”.  

Con questa proposta gestione  delle Zone naturali di salvaguardia  verrà delegata ai normali strumenti di pianificazione territoriale in capo alle amministrazioni locali.

E’ facile prevedere il “consumo urbanistico” al quale saranno destinate in pochi anni relegando le Aree protette a isole di modeste dimensioni assediate dal cemento.

 

Sarebbe sufficiente riclassificare le Zone naturali di salvaguardia come Riserve naturali.

Attualmente il regime di protezione delle Zone naturali di salvaguardia è identico a quello delle Riserve naturali con la sola eccezione dell’esercizio venatorio che nelle Riserve naturali è vietato.

Vietare la caccia recependo semplicemente la sentenza della Corte Costituzionale è chiedere troppo?   

La Giunta regionale piuttosto di vietare la caccia preferisce demolire la stessa struttura portante del sistema dei parchi del Piemonte declassificando un terzo delle aree protette regionali.

 

Per la Giunta regionale piuttosto che accettare limiti all’attività venatoria meglio distruggere l’intero sistema dei parchi.

La LAC ha inviato alla V Commissione regionale le sue osservazioni e si sta coordinando con altre associazioni e con gli Enti Parco per scongiurare le demolizione dei parchi naturali regionali.