Comunicati Stampa
SALVI I COLOMBI DI BIANZE’ Mille colombi potranno continuare a volare

Il Tribunale Amministrativo Regionale del Piemonte  con ordinanza depositata  il 12...


13/01/2012

PIEMONTE: L’ASSESSORE SACCHETTO VUOLE IMPEDIRE AI CITTADINI DI VOTARE IL REFERENDUM REGIONALE CONTRO LA CACCIA RICHIESTO 25 ANNI FA DA 60.000 CITTADINI.

OVVERO COME SOSPENDERE LA DEMOCRAZIA.

Dopo ben 24 anni di battaglie legali, il 29 dicembre del...


09/01/2012

SALVEREMO I COLOMBI DI BIANZE’

 

LIPU e LAC hanno deciso di impugnare al T.A.R. del Piemonte l’Ordinanza n. 57 del 31/10/2011...


26/11/2011

BRACCONIERI BRESCIANI IN TRASFERTA A BIELLA ASSICURATI ALLA GIUSTIZIA

Brillante operazione antibracconaggio delle guardie venatorie volontarie della LAC del Nucleo di...


19/11/2011

I LUPI E TEX WILLER

Gli attacchi alle greggi che spesso vengono attribuiti ai lupi sono quasi sempre opera di cani...


16/07/2011

Piemonte - Referendum Sulla Caccia, dopo 23 anni si dovrà votare

La Regione Piemonte dovrà da subito riattivare le procedure referendarie per fare esprimere gli...


15/02/2011


News
IL CONSIGLIO DI STATO SOSPENDE PARZIALMENTE IL CALENDARIO VENATORIO DELLA REGIONE PIEMONTE

Accolto l'appello della Lega Abolizione Caccia e di Pro Natura, dopo il primo diniego del TAR

Con...


15/12/2010


LAC PIEMONTE SU FACEBOOK

La Lega per l'abolizione della caccia - Sezione Piemonte

è anche su Facebook.

Cerca il Gruppo LAC Piemonte e aderisci

per diventarne membro

ISCRIZIONE ALLA LAC PIEMONTE

Per iscriversi alla Lega per l'abolizione della caccia - Sezione Piemonte occorre effettuare il versamento della quota associativa annuale pari a 20 euro sul conto corrente postale n. 33346107, intestato a LEGA ABOLIZIONE CACCIA SEZIONE PIEMONTE - ONLUS, indicando la causale: Quota associativa anno 2009, mediante bollettino postale oppure Bonifico utilizzando il codice IBAN IT-81-T-07601-01000-000033346107

DONAZIONI ALLA LAC PIEMONTE

Per effettuare donazioni liberali alla LAC Piemonte, si può effettuare un versamento mediante bollettino postale sul conto corrente postale n. 33346107, intestato a LEGA ABOLIZIONE CACCIA SEZIONE PIEMONTE - ONLUS indicando nella causale: DONAZIONE LIBERALE A LAC PIEMONTE ONLUS, oppure mediante bonifico utilizzando il codice IBAN IT-81-T-07601-01000-000033346107

5 per MILLE alla LAC PIEMONTE

Per devolvere il 5 per mille della dichiarazione dei redditi, indicare quale beneficiario la Lega per l'abolizione della caccia - Sezione Piemonte e riportare il Codice Fiscale n. 97542360017

NO ALLO SCIPPO DEL REFERENDUM REGIONALE SULLA CACCIA

Nonostante la Corte d’Appello di Torino abbia chiaramente riconosciuto la legittimità del referendum regionale sulla caccia, la Regione Piemonte continua a cercare sotterfugi per evitare la consultazione popolare. Addirittura, l’Assessore regionale alla caccia, Claudio Sacchetto, ha proposto la totale abrogazione della legge regionale in materia. I costi della consultazione popolare non sono certo una motivazione valida per cancellare l’unica forma di partecipazione diretta prevista dal nostro ordinamento, oltre le elezioni, e calpestare i diritti democratici della cittadinanza.

L’unica via percorribile per evitare il ricorso alle urne continua ad essere il totale recepimento dei quesiti referendari (limitazione del prelievo venatorio a 4 specie, divieto di cacciare la domenica e su terreno coperto da neve, limitazione dei privilegi concessi alle aziende faunistico-venatorie).
Su questi argomenti è indetta una conferenza stampa, che si terrà il giorno

Lunedì 16 gennaio 2012, alle ore 14.30 presso la sede del Consiglio Regionale del Piemonte (via Alfieri 15).

Contestualmente verrà organizzato, a partire dalle ore 14.00, un presidio popolare di fronte alla sede del Consiglio Regionale (v. Alfieri 15) per chiedere a gran voce il rispetto delle leggi ed un serio impegno per la tutela della fauna selvatica.

PIEMONTE: L’ASSESSORE SACCHETTO VUOLE IMPEDIRE AI CITTADINI DI VOTARE IL REFERENDUM REGIONALE CONTRO LA CACCIA RICHIESTO 25 ANNI FA DA 60.000 CITTADINI.

OVVERO COME SOSPENDERE LA DEMOCRAZIA.

Dopo ben 24 anni di battaglie legali, il 29 dicembre del 2010 la Corte d’Appello del Tribunale di Torino aveva riconosciuto le ragioni del Comitato Promotore e aveva ordinato alla Regione Piemonte di riavviare l’iter del referendum regionale contro la caccia, illegittimamente sospeso dalla Regione Piemonte. Si dovrebbe votare in una domenica compresa tra la metà di aprile e la metà di giugno del 2012. Solo una legge che recepisse interamente le istanze referendarie (protezione per 15 specie selvatiche, divieto di caccia la domenica, divieto di caccia su terreno coperto da neve, abolizione dei privilegi concessi alle aziende faunistiche private) potrebbe impedire l’esercizio del voto.

Sembrava che nulla potesse più impedire il democratico esercizio del voto e invece l’Assessore regionale alla caccia, Claudio Sacchetto, oggi, in III Commissione, ha trovato il modo di sospendere temporaneamente la democrazia.

Ha presentato un emendamento ad una propria proposta di legge, il quale abroga per intero l’attuale legge regionale 70/96.

Abolita la legge, abolito il referendum.

Ma come fa il Piemonte a stare senza una legge regionale che regola la caccia?

“All’Assessore Sacchetto probabilmente questo non interessa perché rimarrebbe sempre vigente la legge quadro nazionale n. 157/1992” ha dichiarato Roberto Piana del Comitato Promotore del Referendum. ”Probabilmente conta, dopo il 15 giugno di far approvare dal Consiglio regionale una legge che restauri lo status quo ante, magari anche con qualche regalo in più ai cacciatori”.
“Tra l’altro, la legge nazionale è molto più permissiva di quella regionale, per cui l’iniziativa di Sacchetto va nella direzione opposta a quella del referendum. In uno stato democratico una proposta del genere sarebbe stata rinviata al mittente e l’autore sarebbe stato invitato a fare le valigie e a cercare lavoro altrove” ha aggiunto Piero Belletti.

Per il Comitato Promotore del Referendum regionale contro la caccia
Piero Belletti
Roberto Piana

COMITATO PROMOTORE DEL REFERENDUM REGIONALE CONTRO LA CACCIA
C/O PRO NATURA
Via Pastrengo 13 – 10128 Torino
Cell. 348 3991623  - 347 6639963

BRACCONIERI BRESCIANI IN TRASFERTA A BIELLA ASSICURATI ALLA GIUSTIZIA

I numerosissimi spari che giungono dalla campagna circostante suggeriscono di intensificare i controlli.
Vengono fermati tre cacciatori provenienti dalla provincia di Brescia.
M.F. di anni 51 di Bienno (BS) viene trovato dalle guardie in possesso di ben 69 esemplari di piccoli uccelli protetti illegalmente abbattuti (49 fringuelli, 2 verdoni, 6 lucherini, 5 cardellini, 2 cinciallegre, 1 cinciarella, 1 frosone. 2 pettirossi, 1 ghiandaia).
I volontari della LAC sono da sempre in prima linea per difendere questi amici alati, così anche la piccola, ma attiva sezione provinciale di Biella.
Una pattuglia di guardie venatorie volontarie della LAC con la collaborazione di 4 GEV della Provincia nella tarda mattinata di sabato 19 novembre 2011 individua nella campagna circostante la frazione Salomone di Roppolo (BI) all’interno dell’Azienda Agri-Turistico-Venatoria “Contea di Paverano” un’ autovettura con all’interno decine di cartucce da caccia lasciate incustodite....

Eletto il nuovo Consiglio Direttivo della Sezione Piemonte della LAC

Sabato 12 marzo 2011 con la  presenza di ventuno Soci della Sezione è stato rinnovato il Consiglio Direttivo della Sezione.

Il nuovo organismo, che durerà in carica due anni, è composto da Enrico Bonetto, Arcangelo Bosco, Mauro Cavagliato, Barbara Cortese, Alessandra Franchino, Roberto Piana e Vittorio Vagelli. Il giorno 25 marzo 2011, in occasione della prima riunione, Il Consiglio Direttivo ha provveduto ad assegnare le cariche interne.

Presidente è stato eletto Roberto Piana, Vicepresidente Mauro Cavagliato, Tesoriere Arcangelo Bosco.

I primi impegni in vista saranno: la partecipazione attiva al prossimo referendum regionale contro la caccia, ancora da fissare,  e ai referendum ambientali riguardanti la proprietà pubblica dell’acqua e il nucleare. Il Consiglio ha anche dato il via a diverse iniziative sul territorio rivolte all’avvicinamento alla natura e agli animali soprattutto dei bambini e al rilancio del Centro Culturale Animalista sito presso la nostra sede di Via Ormea 24 a Torino.

16/02 2011

SI DOVRA’ VOTARE SULLA CACCIA

COMITATO PER LA PROMOZIONE DI INIZIATIVE CONTRO LA CACCIA

Associazione Radicale, Circolo Darwin, Circolo Nuclei Operativi Ecologici, Club Alpino Italiano – Commissione Tutela Ambiente Montano, Club Protezione Animali, Comitato regionale Democrazia Proletaria, Italia Nostra, Lega per l’Ambiente, Lega Antivivisezione, Lega Italiana Protezione Uccelli, Lista Verde, Lista Verde Civica, Pro Natura, Telefono Verde Piemonte, World Wildlife Found  (dal 1987)              

c/o Pro Natura – Via Pastrengo 13 – 10128 Torino

Tel. 011 5096618  / Cell. 348 4991623

                                                                                                  

COMUNICATO STAMPA

 

Si è svolta oggi 15/2/2011 alle ore 11,30 la Conferenza Stampa del Comitato promotore del Referendum regionale sulla caccia del 1987. Nel 1987 vennero raccolte 60.000 firme.

I cittadini del Piemonte avrebbero dovuto votare nel 1988.

Per 23 anni le Amministrazioni regionali di ogni colore con strumentali iniziative legislative e illegittimi provvedimenti amministrativi hanno sempre impedito il voto popolare.

Dopo ben 23 anni la Corte d’Appello di Torino – Sezione prima civile con sentenza del 29/12/2010 ha dato ragione al Comitato promotore del Referendum regionale. 

La Regione Piemonte dovrà da subito riattivare le procedure referendarie per fare esprimere gli elettori piemontesi sulla caccia.

 

SI DOVRA’ VOTARE SULLA CACCIA

 

Il quesito chiede ai cittadini se sono favorevoli a ridurre drasticamente l’attività venatoria attraverso le seguenti azioni:

 a) protezione per 25 specie selvatiche oggi cacciabili (17 specie di uccelli e 8 specie di

      mammiferi),

b) divieto di caccia sul terreno innevato

c) abolizione delle deroghe ai limiti di carniere per le aziende faunistiche private

d) divieto di caccia la domenica.

 

Non era possibile nel 1987 proporre un quesito che abolisse del tutto la caccia attraverso un referendum regionale  essendo l’attività venatoria prevista da una legge nazionale.

 

La migliore risposta all’Assessore regionale alla caccia Claudio Sacchetto (Lega Nord)  il quale propone di aumentare le specie cacciabili, di cacciare nei parchi, di allungare la stagione venatoria, di introdurre l’arco tra i mezzi di caccia, di autorizzare la caccia alle specie protette dalle norme internazionali …arriverà dai cittadini.

 

Nel 1990 nel referendum nazionale contro la caccia il Piemonte fu una delle quattro regioni dove venne raggiunto il quorum del 50% di votanti e dove prevalse il SI’ all’abolizione della caccia con il 90% dei suffragi espressi.

 

Per il Comitato Promotore del Referendum regionale sulla caccia

05/02 2011

PETIONE PER PROTEGGERE LA FONDAZIONE GABRIELE

Proteggiamo la Terra della Pace tra gli uomini, la natura e gli animali!

- a Terra con una varietà unica di uccelli, pipistrelli e farfalle;

- la Terra che accoglie animali di ogni genere che possono vivere senza paura, con dignità e con gioia;

- la Terra con boschi, biotopi d`acqua e boscaglie, con campi sani coltivati senza chimica, circondati da siepi e cigli fioriti;

- la Terra che è fonte di salute per corpo e anima;

- la Terra che, grazie ad animali pacifici e ad una natura curata con amore, dona forze guaritrici a bambini e adulti e che, integrata in un concetto di terapia globale, ha già guarito diverse sofferenze dell´anima;

- la Terra, edificata da uomini che continueranno ad ampliarla, sulla quale uomini di tutte le culture trovano accesso alla natura e agli animali;

- la Terra che trasmette tranquillità e pace – per molte persone in tutto il mondo: la Terra di una Nuova Epoca;

- la Terra che viene presa come esempio anche in paesi lontani per un nuovo rapporto pacifico con la natura e gli animali – una speranza che si diffonde in tutto il mondo per il pianeta Terra che soffre indicibilmente a causa degli uomini;

- la Terra conosciuta in tutto il mondo tramite le trasmissioni televisive “Reportage dalla Terra della Pace” (che si possono vedere sulle emittenti “Die Neue Zeit TV”, “Sophia TV” tramite satellite Astra, “Erde und Mensch” e “Sender Neu-Jerusalem” su canale satellitare Eutelsat/Hotbird e tramite molte altre televisioni in tutto il mondo).

 

E´ la Terra della Fondazione Gabriele Internazionale per tutte le culture in tutto il mondo che, in collaborazione con la fattoria Gut Terra Nova, si adopera per riparare in modo globale ai danni perpetrati nei confronti della natura, nella consapevolezza che gli uomini, gli animali e le piante sono creature di Dio.

Questa Terra della Pace, che si trova nelle vicinanze di Würzburg in Germania, è ora minacciata da un progetto stradale senza senso, che distruggerebbe tutto.

 

FIRMA LA PETIZIONE: http://www.gabriele-stiftung.de/cms/it/proteggiamo-la-terra-della-pace-tra-gli-uomini-la-natura-e-gli-animali.html 

 

21/11 2010

AVVIATA LA DEMOLIZIONE DEI PARCHI PIEMONTESI Ovvero la caccia prima di tutto e di tutti

Si sono avviate nella V Commissione consiliare della Regione Piemonte le consultazioni riguardanti il DDL n. 54  “Modifiche alla legge regionale 29 giugno 2009, n. 19 (Testo unico sulla tutela delle aree naturali e della biodiversità)” presentato dalla Giunta regionale per recepire una sentenza della Corte Costituzionale.

 

Premessa

La Regione Piemonte da molti anni prevede nel proprio ordinamento tra le Aree protette anche le cosiddette “Zone naturali di salvaguardia”. Il regime di protezione in queste zone (divieto di edificazione, di aprire strade, di realizzare cave, ecc..) è identico a quello delle riserve naturali tranne che per quanto riguarda l’esercizio della caccia. In questa tipologia di area protetta l’esercizio dell’attività venatoria è consentito. Anche la Legge regionale n. 19/2009, recentemente approvata, lo consente. 

 

La sentenza della Corte Costituzionale stabilisce che nelle Zone naturali di salvaguardia inserite nelle Aree protette debba essere vietata la caccia!

La sentenza 26 maggio 2010, n. 193 della Corte Costituzionale ha censurato la vigente Legge regionale n. 19/2009  (Testo unico sulla tutela delle aree naturali e della biodiversità) in quanto consente l’esercizio dell’attività venatoria all’interno delle Zone naturali di salvaguardia inserite dalla Regione Piemonte tra le Aree protette.

Il nuovo art. 117 della Costituzione, introdotto dalla riforma costituzionale del 2001, attribuisce la "tutela dell'ambiente e dell'ecosistema” alla potestà legislativa esclusiva dello Stato. Poiché la Legge nazionale n. 394/91 e la Legge nazionale n. 157/92 vietano la caccia nelle aree protette ergo la caccia, secondo la Suprema Corte, deve essere vietata nelle Zone naturali di salvaguardia.

La Corte rileva poi che “Zona naturale di salvaguardia” è denominazione di una tipologia di zona non prevista dal legislatore nazionale.

Scrive la Suprema Corte: “Prescindendo, tuttavia, da tale profilo, deve in ogni caso ritenersi che il divieto di attività venatoria, previsto dall’art. 22, comma 6, della legge quadro n. 394 del 1991 per i parchi e le riserve naturali regionali (ovvero per le aree protette regionali previste e consentite dalla legislazione statale) si applichi anche alle zone naturali di salvaguardia, dato che il fine di protezione della fauna è connaturato alla funzione propria di qualsiasi area protetta.”

 

Per recepire la sentenza della Corte la Giunta regionale invece di vietare la caccia usa le forbici: con il DDL n. 54 propone di scorporare le Zone naturali di salvaguardia dalle Aree protette regionali  eliminando così ogni limite al loro sfruttamento. Si potrà colare cemento, costruire strade, insediare produzioni industriali, realizzare cave, ecc… oltre ad andare a caccia come prima.

 

Le Zone naturali di salvaguardia costituiscono poco meno di un terzo delle Aree protette regionali! Trattasi di  circa 40.000 ha  dei 140.000 ha che costituiscono in Piemonte le Aree protette! Immense aree di grandissimo valore naturalistico, difese in quasi 40 anni dalla nostra Regione, saranno così distrutte.

La Legge regionale n. 19/2009 stabilisce che “nelle Zone naturali di salvaguardia il regime d’uso e di tutela non condiziona l’attività venatoria e che nelle predette zone si applicano i divieti  previsti per le aree protette classificate come parco naturale o riserva naturale, ad eccezione di quelli concernenti l’ attività venatoria, l’introduzione di armi e il sorvolo a bassa quota”.  

Con questa proposta gestione  delle Zone naturali di salvaguardia  verrà delegata ai normali strumenti di pianificazione territoriale in capo alle amministrazioni locali.

E’ facile prevedere il “consumo urbanistico” al quale saranno destinate in pochi anni relegando le Aree protette a isole di modeste dimensioni assediate dal cemento.

 

Sarebbe sufficiente riclassificare le Zone naturali di salvaguardia come Riserve naturali.

Attualmente il regime di protezione delle Zone naturali di salvaguardia è identico a quello delle Riserve naturali con la sola eccezione dell’esercizio venatorio che nelle Riserve naturali è vietato.

Vietare la caccia recependo semplicemente la sentenza della Corte Costituzionale è chiedere troppo?   

La Giunta regionale piuttosto di vietare la caccia preferisce demolire la stessa struttura portante del sistema dei parchi del Piemonte declassificando un terzo delle aree protette regionali.

 

Per la Giunta regionale piuttosto che accettare limiti all’attività venatoria meglio distruggere l’intero sistema dei parchi.

La LAC ha inviato alla V Commissione regionale le sue osservazioni e si sta coordinando con altre associazioni e con gli Enti Parco per scongiurare le demolizione dei parchi naturali regionali.