IL CONSIGLIO REGIONALE HA CONDANNATO A MORTE IL GALLO FORCELLO E LA COTURNICE

  • Gallo Forcello

    Gallo Forcello

Il gallo forcello o fagiano di monte è diffuso in parte del territorio europeo, soprattutto nelle zone boschive della Siberia e della Scandinavia. Risulta invece estinto in Spagna e Grecia. In Italia si trova esclusivamente sull’arco alpino, di norma nella fascia arbustiva che si colloca al limite superiore della vegetazione arborea. In Piemonte si stima la presenza di un numero di coppie nidificanti oscillante tra 2.000 e 4.000. Le popolazioni presentano tuttavia un generale decremento. Le cause responsabili del declino della specie vanno ricercate soprattutto nella perdita, frammentazione e trasformazione degli habitat, nella realizzazione di infrastrutture (ad esempio impianti di risalita), nel prelievo venatorio e nel disturbo arrecato durante le fasi di svernamento e nidificazione. 

  • Coturnice

    Coturnice

La coturnice si trova soprattutto in ambienti rocciosi e scoperti ed il suo areale di distribuzione è attualmente limitato ad alcune aree dell’Italia e della penisola balcanica. Nel nostro Paese vive soprattutto in ambito alpino, ma alcune popolazioni sono presenti anche nell’Appennino settentrionale e centrale e, con una sottospecie a parte, in Sicilia. In Piemonte si stima  una presenza di 2.000-4.000 copie nidificanti. La specie evidenzia marcati decrementi numerici accompagnati da estinzioni locali. Le cause della rarefazione della specie sono le stesse già citate a proposito del gallo forcello, con l’aggiunta dell’inquinamento genetico dovuto ad immissioni di ceppi alloctoni o ibridazioni con altre specie.

Le quattro specie della piccola fauna alpina che la legge nazionale considera cacciabili gallo forcello, coturnice, pernice bianca e lepre variabile rappresentano un elemento fondamentale dell’ecosistema alpino. Mentre pernice bianca e lepre variabile sono attualmente tutelate dalla normativa regionale, gallo forcello e coturnice restano esposte al fuoco delle doppiette.

Il 5 luglio 2016 per iniziativa di alcuni Consiglieri regionali sensibili alle tematiche ambientali furono presentati in Consiglio regionale due emendamenti al DDL n. 210, riguardante il riordino delle Province, tendenti a vietare la caccia a queste due specie. Il primo emendamento dei gruppi di maggioranza era stato sottoscritto dai consiglieri Barazzotto, Ottria, Valle, Conticelli, Allemano (PD), Grimaldi (SEL), Chiapello (Moderati), Monaco (Scelta Civica), Giaccone (Lista Chiamparino). Il secondo emendamento era stato presentato dal Gruppo del Movimento 5 Stelle. Il primo emendamento fu presto ritirato di fronte alle proteste del mondo venatorio rappresentate in primis da Vignale (Forza Italia). L’emendamento del Movimento 5 Stelle è stato votato il 27 luglio 2016, ma non ha raggiunto la maggioranza consiglieri presenti e non è stato approvato. Solo 6 sono stati i voti contrari, favorevoli tutti gli 8 consiglieri del Movimento 5 Stelle, i 2 di SEL e solo Vittorio Barazzotto del PD. La massiccia astensione o non partecipazione al voto dei consiglieri del più numeroso gruppo di maggioranza (PD) ha condannato a morte, e probabilmente all’estinzione, il gallo forcello e la coturnice. Alleghiamo per doverosa nota di cronaca l’esito della votazione. Ringraziamo quanti si sono impegnati per salvaguardare queste due specie e li invitiamo a continuare nel loro impegno per la tutela della fauna selvatica.

Esito della votazione: Pre...

IL CONSIGLIO REGIONALE HA CONDANNATO A MORTE IL GALLO FORCELLO E LA COTURNICE

  • Gallo Forcello

    Gallo Forcello

Il gallo forcello o fagiano di monte è diffuso in parte del territorio europeo, soprattutto nelle zone boschive della Siberia e della Scandinavia. Risulta invece estinto in Spagna e Grecia. In Italia si trova esclusivamente sull’arco alpino, di norma nella fascia arbustiva che si colloca al limite superiore della vegetazione arborea. In Piemonte si stima la presenza di un numero di coppie nidificanti oscillante tra 2.000 e 4.000. Le popolazioni presentano tuttavia un generale decremento. Le cause responsabili del declino della specie vanno ricercate soprattutto nella perdita, frammentazione e trasformazione degli habitat, nella realizzazione di infrastrutture (ad esempio impianti di risalita), nel prelievo venatorio e nel disturbo arrecato durante le fasi di svernamento e nidificazione. 

  • Coturnice

    Coturnice

La coturnice si trova soprattutto in ambienti rocciosi e scoperti ed il suo areale di distribuzione è attualmente limitato ad alcune aree dell’Italia e della penisola balcanica. Nel nostro Paese vive soprattutto in ambito alpino, ma alcune popolazioni sono presenti anche nell’Appennino settentrionale e centrale e, con una sottospecie a parte, in Sicilia. In Piemonte si stima  una presenza di 2.000-4.000 copie nidificanti. La specie evidenzia marcati decrementi numerici accompagnati da estinzioni locali. Le cause della rarefazione della specie sono le stesse già citate a proposito del gallo forcello, con l’aggiunta dell’inquinamento genetico dovuto ad immissioni di ceppi alloctoni o ibridazioni con altre specie.

Le quattro specie della piccola fauna alpina che la legge nazionale considera cacciabili gallo forcello, coturnice, pernice bianca e lepre variabile rappresentano un elemento fondamentale dell’ecosistema alpino. Mentre pernice bianca e lepre variabile sono attualmente tutelate dalla normativa regionale, gallo forcello e coturnice restano esposte al fuoco delle doppiette.

Il 5 luglio 2016 per iniziativa di alcuni Consiglieri regionali sensibili alle tematiche ambientali furono presentati in Consiglio regionale due emendamenti al DDL n. 210, riguardante il riordino delle Province, tendenti a vietare la caccia a queste due specie. Il primo emendamento dei gruppi di maggioranza era stato sottoscritto dai consiglieri Barazzotto, Ottria, Valle, Conticelli, Allemano (PD), Grimaldi (SEL), Chiapello (Moderati), Monaco (Scelta Civica), Giaccone (Lista Chiamparino). Il secondo emendamento era stato presentato dal Gruppo del Movimento 5 Stelle. Il primo emendamento fu presto ritirato di fronte alle proteste del mondo venatorio rappresentate in primis da Vignale (Forza Italia). L’emendamento del Movimento 5 Stelle è stato votato il 27 luglio 2016, ma non ha raggiunto la maggioranza consiglieri presenti e non è stato approvato. Solo 6 sono stati i voti contrari, favorevoli tutti gli 8 consiglieri del Movimento 5 Stelle, i 2 di SEL e solo Vittorio Barazzotto del PD. La massiccia astensione o non partecipazione al voto dei consiglieri del più numeroso gruppo di maggioranza (PD) ha condannato a morte, e probabilmente all’estinzione, il gallo forcello e la coturnice. Alleghiamo per doverosa nota di cronaca l’esito della votazione. Ringraziamo quanti si sono impegnati per salvaguardare queste due specie e li invitiamo a continuare nel loro impegno per la tutela della fauna selvatica.

Esito della votazione: Pre...

CENA BUFFET VEGANA

Per festeggiare insieme la fine dell'anno e l'inizio del nuovo, per ritrovarci in allegria e per sostenere l'associazione SOCI E SIMPATIZZANTI  sono invitati alla CENA BUFFET VEGANA

Giovedì 10 dicembre 2015 alle ore 19,30 presso  Naturalmente Veg in Corso Casale 204 a Torino.
Costo €. 15,00  comprensivo di una bevanda

Prenotazioni entro lunedì 7 dicembre 2015 con mail a lacpiemonte@abolizionecaccia.it   oppure
chiamando il numero 3479454229 (Giulia)

EMERGENZA CINGHIALI: MODALITÀ DI INTERVENTO

Sabato 7 Novembre 2015 si è svolto il convegno il fallimento degli abbattimenti e le strategie alternative sui cinghiali.

Gli interventi che nella mattinata si sono susseguiti hanno posto in evidenza le responsabilità delle politiche venatorie sino ad ora seguite per quanto attiene la gestione del cinghiale in Piemonte. Le immissioni di animali importati e d'allevamento continuate legalmente fino alla metà degli anni '80, e continuate illegalmente dopo, hanno contribuito alla massiccia diffusione della specie.

Tutti i tentativi posti in essere per ridurre l'impatto di questo ungulato sulle attività agricole attraverso l'attività venatoria (L.R.9/2000, squadre di selecontrollori, aumento del carniere giornaliero e stagionale...) hanno fallito.
Il Prof. Consiglio nel suo intervento ha sostenuto che la caccia disgrega i gruppi consolidati e contribuisce ad aumentare la fertilità della specie venendo meno il fenomeno della simultaneità dell'estro delle femmine.

L'aumento degli incidenti stradali causati dalla fauna selvatica coincide, secondo uno studio prodotto dalla Provincia di Cuneo, con la stagione venatoria.
In particolare i cani causano lo spostamento degli animali che possono attraversare strade o invadere le aree urbane.
La pericolosità della specie è stata negata e i casi , rari, di aggressione verso le persone sono tutti riconducibili a comportamenti scorretti o imprudenti dei soggetti coinvolti. Molto più pericolosa è l'attività venatoria a causa delle armi utilizzate.
Il Prof. Belletti, dati alla mano, ha dimostrato che il costo dei danni prodotti dal cinghiale sono interamente a carico del cittadino contribuente e che i cacciatori pagano solo parzialmente il valore della carne degli animali abbattuti.
La testimonianza di Giovanni Scaglione, imprenditore agricolo, ha permesso di evidenziare che, se da una parte il cinghiale è causa di ingenti danni all'agricoltura, dall'altra sono altrettanto ingenti quelli causati dall'attività venatoria soprattutto agli agriturismi che perdono clientele e opportunità di lavoro a causa del venir meno delle condizioni di quiete e sicurezza nelle campagne. La predisposizione di piani di controllo della specie sempre maggiormente rivolti alle iniziative di prevenzione dei danni anche in ossequio al dettato dell'art. 19 della L. 157/1992 è stata illustrata dal Dr. David Bianco, responsabile Area Biodiversità Ente di gestione per i Parchi e la Biodiversità Emilia Orientale.
La difesa delle colture attraverso recinzioni elettrificate con risultati positivi in oltre il 90% dei casi è stata illustrata dal Dr. Andrea Marsan, Biologo dell'Università di Genova. Nel suo intervento il relatore ha evidenziato il fatto che impedendo l'accesso alle coltivazioni gradite dal cinghiale, si riducono le disponibilità alimentari della specie e si contribuisce alla riduzione numerica delle popolazioni.
Dal convegno è emerso che le problematiche legate alla presenza del cinghiale riguardano molteplici aspetti: il rischio per le persone dovute agli incidenti stradali, la pericolosità dell'attività venatoria, i danni alle attività agricole causati dalla specie, i danni alle attività imprenditoriali causati dall'attività venatoria. E' altresì emerso che la via preferenziale per contenere i danni del cinghiale passa attraverso le iniziative di prevenzione (divieto di allevamento, trasporto, detenzione, immissione), difese opportune delle colture, ...

IL PIEMONTE PROTEGGE TRE SPECIE SELVATICHE!

  • Pernice bianca (Lagopus muta)

    Pernice bianca (Lagopus muta)

In Consiglio Regionale, durante la discussione del Disegno di legge n. 143 “Disposizioni collegate alla manovra finanziaria 2015” sono stati approvati due emendamenti, uno presentato da Nino Boeti (PD) tendente a vietare la caccia alla pernice bianca e all’allodola ed uno presentato da Giorgio Bertola (M5S) tendente a vietare la caccia alla pernice bianca e alla lepre variabile.

  • Lepre variabile (Lepus timidus)

    Lepre variabile (Lepus timidus)

Entrambi gli emendamenti hanno raccolto il voto favorevole della maggioranza dei consiglieri e sono diventati legge.

Le tre specie, in grave declino numerico, dovranno essere escluse dall’elenco delle specie cacciabili.

La LAC ringrazia i consiglieri proponenti e tutti coloro che hanno espresso il voto favorevole.

Un passo avanti sulla strada della civiltà.

  • Allodola (Alauda arvensis)

    Allodola (Alauda arvensis)

 

 

 

 

Uccellatore a Grugliasco (TO) sorpreso dalla guardie venatorie della LAC

Nella giornata di martedì 17 novembre 2015 in una nebbiosa giornata autunnale tre guardie venatorie volontarie della LAC Lega per l'abolizione della caccia del nucleo di Torino, dopo un lungo appostamento vicino ad un orto urbano nel comune di Grugliasco (TO), hanno sorpreso P.S. di anni 77 di Grugliasco intento a catturare cardellini (Carduelis cardulelis) con una "schiaccia", tipo di rete posta a terra e comandata maunalmente dall'uccellatore nascosto in un capanno e con l'utilizzo di esemplari in gabbia come richiamo.

  • Esca Trappola

    Esca Trappola

  • Cardellini in gabbia

    Cardellini in gabbia

Il cardellino è specie ornitica dai colori brillanti e dal piacevole canto, protetta dalla legge italiana sulla caccia e dalla Convenzione di Berna. La sua cattura è punita penalmente, tuttavia è fiorente in tutta Italia il mercato clandestino di
uccelli di cattura destinato ad amatori di pochi scrupoli.

L'operazione condotta è il primo risultato, ne seguiranno probabilmente altri, per stroncare il mercato clandestino degli uccelli che, anche a Grugliasco, continua ad esistere accanto al mercato legale.

La Polizia Provinciale successivamente intervenuta ha sequestrato gli animali detenuti nel capanno e perquisito l'abitazione dell'uccellatore che ha guadagnato una denuncia all'Autorità Giudiziaria per diversi reati tra i quali il furto aggravato al patrimonio

indisponibile dello Stato.

  • Liberazione dei cardellini

    Liberazione dei cardellini

Nella stessa giornata otto cardellini (carduelis carduelis), un verdone (Carduelis chloris) e un frosone (Coccothraustes coccothraustes), risultati del sequestro, sono stati liberati dagli agenti nel Parco della Dora nel vicino comune di Collegno proprio nei pressi della "Casa per l'Ambiente" dove la LAC Piemonte ha la propria sede regionale.

EMERGENZA CINGHIALI: MODALITÀ DI INTERVENTO

ASTI: Centro Culturale San Secondo, Via Giosuè Carducci 22


SABATO 7 NOVEMBRE 2015, ore 9.30 – 13.00

  • Piccoli di cinghiali

    Piccoli di cinghiali

Il cinghiale è una specie molto adattabile, che è riuscita a trarre vantaggio dalle modificazioni che l’uomo ha arrecato all’ambiente.

Il loro numero è andato progressivamente aumentando, così come la superficie di territorio da esso occupato.

Il ritorno del cinghiale non è tuttavia stato solo un evento naturale: al contrario, le introduzioni a fini venatori hanno ingigantito il problema.

Oggi la presenza del cinghiale crea indubbi problemi: soprattutto al settore agricolo, ma non solo.

A volte anche la stessa integrità ambientale viene messa a rischio, a seguito della l’alterazione degli equilibri faunistici.

Infine, non è nemmeno da trascurare l’incidenza degli incidenti stradali che spesso sono causati proprio da questi ungulati.

Le risposte degli Enti Pubblici preposte alla gestione del territorio e delle sue risorse sono state limitate e spesso dettate più dalla necessità di “dare un segnale” che non dall’effettiva volontà di risolvere il problema, o quanto meno riportarlo entro limiti accettabili.

Denominatore comune di tali interventi è stata la scelta di ricorrere ad abbattimenti.

Tuttavia, l’esperienza ci insegna che tali interventi sono risultati quasi sempre inutili, se non controproducenti.

I danni arrecati dai cinghiali non sono diminuiti, ma anzi spesso tendono a crescere proprio laddove si fa maggiore ricorso agli abbattimenti.

Esistono strategie alternative più efficienti?

La risposta è positiva, e numerosi esempi sono già disponibili.

Lo scopo del Convegno è quello di valutare tali possibili alternative e proporle come soluzione al problema.

  • Cinghiale

    Cinghiale


PROGRAMMA (moderatore Igor Staglianò, giornalista RAI)

Roberto Piana (Vicepresidente LAC, Lega per l'abolizione della caccia) Introduzione e conclusioni
Carlo Consiglio (già docente di Zoologia, Università La Sapienza, Roma ) Occorre abbattere i cinghiali per limitarne i danni?
Piero Belletti (Segretario Federazione Nazionale Pro Natura) Gli aspetti economici nella gestione del cinghiale
David Bianco (Responsabile Area Biodiversità Ente di gestione per i Parchi e la Biodiversità Emilia Orientale ) Il Piano di controllo del cinghiale nel Parco regionale e Sito Natura 2000 Gessi Bolognesi, esperienza gestionale basata sulla prevenzione del danno e il controllo come ultima ipotesi
Giovanni Scaglione (Imprenditore agricolo) Impatto dell’attività venatoria su agricoltura e agriturismo
Andrea Marsan (Dipartimento di Scienze della Terra, dell'Ambiente e della Vita dell'Universitàdi Genova) Utilizzo delle recinzioni elettrificate per la prevenzione dei danni da ungulati selvatici
E' previsto l'intervento dell'Assessore Regionale all'Agricoltura e alla Caccia Giorgio Ferrero

INFORMAZIONI: LAC (Lega per l’Abolizione della Caccia onlus) - Sezione Piemonte Strada C.le della Varda 55 – 10093 Collegno (TO) Tel. 3336494690 - Email: lacpiemonte@abolizionecaccia.it

La Caccia

La LAC Piemonte su Facebook

La Lega per l'Abolizione della Caccia - Sezione Piemonte è anche su Facebook.

Aderisci al Gruppo LAC Piemonte e diventane membro

LAC Dicembre News - Dicembre 2015

Scarica le news di Dicembre 2015

lac_piemonte_news_dicembre_2015.pdf

LAC Piemonte News - Settembre 2015

Scarica le news di Settembre 2015

lac_piemonte_news_settembre_2015.pdf

ISCRIZIONE ALLA LAC PIEMONTE

Per iscriversi o rinnovare la tessera della Lega per l'abolizione della caccia - Sezione Piemonte è possibile utilizzare il Conto Corrente Postale n. 33346107 intestato a Lega Abolizione Caccia Sezione Piemonte onlus versando €. 20,00 e indicando nella causale “Quota associativa”.
E’ possibile anche l’iscrizione con bonifico bancario utilizzando il codice IBAN: IT81T0760101000000033346107

DONAZIONI ALLA LAC PIEMONTE

Per effettuare donazioni liberali alla LAC Piemonte, si può effettuare un versamento mediante bollettino postale sul conto corrente postale n. 33346107, intestato a LEGA ABOLIZIONE CACCIA SEZIONE PIEMONTE - ONLUS indicando nella causale: DONAZIONE LIBERALE A LAC PIEMONTE ONLUS, oppure mediante bonifico utilizzando il codice IBAN IT81T0760101000000033346107

5 per MILLE alla LAC PIEMONTE

Per devolvere il 5 per mille della dichiarazione dei redditi, indicare quale beneficiario la Lega per l'abolizione della caccia - Sezione Piemonte e riportare il Codice Fiscale n. 97542360017

Statuto LAC Piemonte

Statuto LAC Piemonte

Statuto_LACPiemonte.pdf

Consiglio direttivo LAC Piemonte

Il consiglio direttivo è composto da:
Giuseppe Castelli, Roberto Piana, Mauro Cavagliato, vice presidente Giulia Costanzo, presidente Marco Lorenzelli

Sezioni LAC In Piemonte

Sede Regionale

PIEMONTE

Presidente Marco Lorenzelli
Strada comunale della Varda n. 55 – 10093 Collegno (TO)
Posta Elettronica Certificata (PEC): lacpiemonte@pcert.postecert.it Codice Fiscale: 97542360017 Conto Corrente Postale : n. 33346107 Codice IBAN: IT81T0760101000000033346107
Telefono 3336494690 (orario 15,00- 19,00)
website: http://piemonte.abolizionecaccia.it
Email lacpiemonte@abolizionecaccia.it

Sedi Provinciali

ALESSANDRIA

Delegato responsabile: Stefano Bovone
Via Inviziati n.30 15121 Alessandria
Telefono 348/8921389
website: http://www.lacalessandria.org/
Email info@lacalessandria.org
ASTI

Delegato responsabile Claudio Ferraris
tel. 347/9727278
Via Carducci 22, 14100 Asti
Info e segnalazioni Arcangelo Bosco, Coord. Nucleo Guardie cell. 3336494690


Email lacat@abolizionecaccia.it
CUNEO

(Giovanni Salomone presidente)
c/o Enrico Bonetto (delegato responsabile)
Telefono 338/9103890

Email laccn@abolizionecaccia.it
VERBANIA

c/o Laura Sommaruga (delegata responsabile)
Via Casali Amore 5a, 28822 Cannobio VB
Telefono 3337979637

Email lacvb@abolizionecaccia.it
VERCELLI

Delegato responsabile: Teodolinda Filippini
C.na Molinetto,18
13049 Tronzano Vercellese
Telefono 3664416466

Email lacvercelli@abolizionecaccia.it