Sosterremo le iniziative volte a fare approvare in tempi brevi il DDL n. 219 volto alla protezione di 12 specie oggi cacciabili in Piemonte.


Nella seduta del 4 agosto 2016 la Giunta Regionale del Piemonte ha approvato un disegno di legge volto a proteggere 12 specie selvatiche oggi cacciabili.
Si tratta di:
fischione (Anas Penelope), canapiglia (Anas strepera), mestolone (Anas clypeata), codone (Anas acuta), marzaiola (Anas querquedula), folaga (Fulica atra), porciglione (Rallus aquaticus), frullino (Lymnocryptes minimum), pavoncella (Vanellus vanellus), moretta (Aythya fuligula), moriglione (Aythya ferina), combattente (Philomachus pugnax).
Trattasi del DDL n. 219 che recentemente è stato pubblicato sul sito del Consiglio Regionale  del Piemonte.

Le motivazioni sono così state sintetizzate dalla Giunta Regionale:
"Le specie oggetto dell’intervento normativo proposto non sono mai state
incluse tra quelle cacciabili nella nostra regione.
Infatti sia la l.r. 70/1996, ora abrogata, sia i calendari venatori adottati dalla Regione Piemonte dopo l’abrogazione della citata norma regionale,non ne consentivano il prelievo venatorio.
Si tratta, inoltre, di specie che, oltre ad essere poco presenti sul territorio regionale, sono considerate dall’ISPRA nella “Guida per la stesura dei calendari venatori ai sensi della legge 157/1992, così come modificata dalla legge comunitaria 2009, art. 92” predisposta dal medesimo Istituto, in “uno stato di conservazione sfavorevole” (SPEC 3 o addirittura SPEC 2 – vulnerabili o in declino- ). Per alcune di esse il medesimo Istituto ne suggerisce la sospensione della caccia.

Nei giorni successivi l'Assessore all'Agricoltura Giorgio Ferrero ci ha comunicato l'intenzione di aggiungere alle specie da proteggere, tramite un emendamento, anche il merlo (Turdus merula).

Siamo certi che questa iniziativa troverà il sostegno anche di SEL e del Movimento 5 Stelle. A questo proposito il consigliere del Movimento 5 Stelle Giorgio Bertola ci ha fatto sapere di avere intenzione di aggiungere, con un emendamento, anche il  gallo forcello (Tetrao tetrix) e la coturnice (Alectoris graeca), al fine di tutelare tutta la piccola fauna alpina oggi in grave declino.

Le associazioni dei cacciatori, come era immaginabile, sonoscese sul piede di guerra.
www.cacciando.com/component/k2/item/1929-federcaccia-piemonte-11sul-piede-di-guerra
Ricordiamo che la perncie bianca (Lagopus mutus), la lepre variabile (Lepus timidus) e l'allodola (Alauda arvensis) sono già escluse in Piemonte dall'elenco delle specie cacciabili in forza di un provvedimento legislativo dello scorso anno.
In Piemonte fortunatamente non sono mai state consentite modalità caccia particolarmente distruttive come quella da appostamento fisso, l'utilizzo di richiami vivi e le diverse forme di "caccia in deroga".

Ci auguriamo che il Consiglio Regionale riesca ad approvare il DDL n. 219 in tempi rapidissimi, prima dell'apertura generale della caccia del 2 ottobre prossimo.
Ringraziamo tutti coloro che in Consiglio Regionale si stanno impegnando per tutelare quello che resta del nostro patrimonio faunistico.
La nostra battaglia poi non si fermerà comunque perché l'obiettivo di abolire definitivamente questa attività crudele e anacronistica è realistico, prossimo e, almeno in ...

Stagione venatoria 2016- 2017: 39 specie cacciabili. Mai in Piemonte si erano cacciate tante specie così

Preapertura Domani, sabato 3 settembre 2016 la stagione di caccia vedrà l’ennesima preapertura alla tortora (Streptopelia turtur), specie migratrice classificata SPEC 3 il cui status di conservazione è pertanto sfavorevole in tutta Europa: l’ennesimo assurdo regalo ai cacciatori.  Ma si prepara la distruzione di molte altre specie selvatiche.

Premessa L’abrogazione della Legge regionale n. 70/96 operata nel 2012 dal Consiglio Regionale al solo dichiarato scopo di impedire il referendum regionale contro la caccia richiesto da 60.000 cittadini nel lontano 1987, ha avuto come conseguenza l’applicazione della più permissiva legge nazionale n. 157/92 e aggravato il contenzioso giudiziario. 

Per ben quattro anni le amministrazioni regionali di destra e di sinistra che si sono succedute hanno navigato a vista e consentito che l’attività venatoria si svolgesse in Piemonte in assenza di una legge organica di tutela della fauna selvatica e in assenza del previsto Piano Faunistico Venatorio Regionale.

Senza questo studio obbligatorio non dovrebbe essere consentita alcuna attività venatoria. Hanno invece continuato ad essere cacciate specie selvatiche in grave declino o addirittura a rischio di estinzione. 

Nel dicembre 2015 la Giunta Regionale di centro sinistra ha presentato in Consiglio Regionale un disegno di legge, criticato fortemente dalle associazioni ambientaliste e animaliste, che accoglie gran parte delle richieste del mondo venatorio e che delega alla Giunta Regionale importanti scelte, come l’elenco delle specie cacciabili, i periodi di caccia e la definizione dei carnieri, cioè del numero massimo di capi che un cacciatore può abbattere. 

Oggi questo DDL è fermo in commissione.    
 
Il Calendario venatorio 2016/2017 Il calendario venatorio 2016/2017 è stato impugnato al TAR Piemonte da alcune associazioni venatorie  le quali ritenevano illegittimi 4 punti del provvedimento: 1) divieto di caccia per pernice bianca, lepre variabile, allodola 2) riduzione dei periodi di caccia per le specie tortora, quaglia, beccaccia, cesena,      tordo bottaccio, tordo sassello e cervo; 3) restrizione del carniere per tortora, quaglia, beccaccia
4) divieto di caccia per le specie fischione, canapiglia, mestolone, codone, marzaiola,      folaga, porciglione, frullino, pavoncella, moretta e combattente. Il TAR alla fine del mese di luglio ha accolto solamente il quarto punto in quanto ha riconosciuto che la Regione non aveva adeguatamente motivato l’esclusione di 11specie selvatiche dal calendario venatorio. Alcune di queste 11specie sono a rischio di estinzione, altre da molti anni non sono cacciate nella nostra regione.  Nella riunione del 4 agosto 2016 la Giunta Regionale ha pertanto adeguato il Calendario venatorio all’ordinanza del TAR inserendo altre nove specie all’elenco di quelle cacciabili (per moretta e combattente è stato invece confermato il divieto di caccia, stante lo specifico parere dell’ISPRA – Istituto perla Protezione e la Ricerca Ambientale- massima autorità riconosciuta in Italia per i problemi faunistici). L’assessore Ferrero si è tuttavia impegnato a fare approvare in tempi rapidi in Consiglio regionale una norma di legge per tutelare queste nove specie, ma ci risulta che a tuttora nulla sia stato concretizzato.  All’interno del Consiglio Regionale sono presenti ogg...

IL CONSIGLIO REGIONALE HA CONDANNATO A MORTE IL GALLO FORCELLO E LA COTURNICE

  • Gallo Forcello

    Gallo Forcello

Il gallo forcello o fagiano di monte è diffuso in parte del territorio europeo, soprattutto nelle zone boschive della Siberia e della Scandinavia. Risulta invece estinto in Spagna e Grecia. In Italia si trova esclusivamente sull’arco alpino, di norma nella fascia arbustiva che si colloca al limite superiore della vegetazione arborea. In Piemonte si stima la presenza di un numero di coppie nidificanti oscillante tra 2.000 e 4.000. Le popolazioni presentano tuttavia un generale decremento. Le cause responsabili del declino della specie vanno ricercate soprattutto nella perdita, frammentazione e trasformazione degli habitat, nella realizzazione di infrastrutture (ad esempio impianti di risalita), nel prelievo venatorio e nel disturbo arrecato durante le fasi di svernamento e nidificazione. 

  • Coturnice

    Coturnice

La coturnice si trova soprattutto in ambienti rocciosi e scoperti ed il suo areale di distribuzione è attualmente limitato ad alcune aree dell’Italia e della penisola balcanica. Nel nostro Paese vive soprattutto in ambito alpino, ma alcune popolazioni sono presenti anche nell’Appennino settentrionale e centrale e, con una sottospecie a parte, in Sicilia. In Piemonte si stima  una presenza di 2.000-4.000 copie nidificanti. La specie evidenzia marcati decrementi numerici accompagnati da estinzioni locali. Le cause della rarefazione della specie sono le stesse già citate a proposito del gallo forcello, con l’aggiunta dell’inquinamento genetico dovuto ad immissioni di ceppi alloctoni o ibridazioni con altre specie.

Le quattro specie della piccola fauna alpina che la legge nazionale considera cacciabili gallo forcello, coturnice, pernice bianca e lepre variabile rappresentano un elemento fondamentale dell’ecosistema alpino. Mentre pernice bianca e lepre variabile sono attualmente tutelate dalla normativa regionale, gallo forcello e coturnice restano esposte al fuoco delle doppiette.

Il 5 luglio 2016 per iniziativa di alcuni Consiglieri regionali sensibili alle tematiche ambientali furono presentati in Consiglio regionale due emendamenti al DDL n. 210, riguardante il riordino delle Province, tendenti a vietare la caccia a queste due specie. Il primo emendamento dei gruppi di maggioranza era stato sottoscritto dai consiglieri Barazzotto, Ottria, Valle, Conticelli, Allemano (PD), Grimaldi (SEL), Chiapello (Moderati), Monaco (Scelta Civica), Giaccone (Lista Chiamparino). Il secondo emendamento era stato presentato dal Gruppo del Movimento 5 Stelle. Il primo emendamento fu presto ritirato di fronte alle proteste del mondo venatorio rappresentate in primis da Vignale (Forza Italia). L’emendamento del Movimento 5 Stelle è stato votato il 27 luglio 2016, ma non ha raggiunto la maggioranza consiglieri presenti e non è stato approvato. Solo 6 sono stati i voti contrari, favorevoli tutti gli 8 consiglieri del Movimento 5 Stelle, i 2 di SEL e solo Vittorio Barazzotto del PD. La massiccia astensione o non partecipazione al voto dei consiglieri del più numeroso gruppo di maggioranza (PD) ha condannato a morte, e probabilmente all’estinzione, il gallo forcello e la coturnice. Alleghiamo per doverosa nota di cronaca l’esito della votazione. Ringraziamo quanti si sono impegnati per salvaguardare queste due specie e li invitiamo a continuare nel loro impegno per la tutela della fauna selvatica.

Esito della votazione: Pre...

IL CONSIGLIO REGIONALE HA CONDANNATO A MORTE IL GALLO FORCELLO E LA COTURNICE

  • Gallo Forcello

    Gallo Forcello

Il gallo forcello o fagiano di monte è diffuso in parte del territorio europeo, soprattutto nelle zone boschive della Siberia e della Scandinavia. Risulta invece estinto in Spagna e Grecia. In Italia si trova esclusivamente sull’arco alpino, di norma nella fascia arbustiva che si colloca al limite superiore della vegetazione arborea. In Piemonte si stima la presenza di un numero di coppie nidificanti oscillante tra 2.000 e 4.000. Le popolazioni presentano tuttavia un generale decremento. Le cause responsabili del declino della specie vanno ricercate soprattutto nella perdita, frammentazione e trasformazione degli habitat, nella realizzazione di infrastrutture (ad esempio impianti di risalita), nel prelievo venatorio e nel disturbo arrecato durante le fasi di svernamento e nidificazione. 

  • Coturnice

    Coturnice

La coturnice si trova soprattutto in ambienti rocciosi e scoperti ed il suo areale di distribuzione è attualmente limitato ad alcune aree dell’Italia e della penisola balcanica. Nel nostro Paese vive soprattutto in ambito alpino, ma alcune popolazioni sono presenti anche nell’Appennino settentrionale e centrale e, con una sottospecie a parte, in Sicilia. In Piemonte si stima  una presenza di 2.000-4.000 copie nidificanti. La specie evidenzia marcati decrementi numerici accompagnati da estinzioni locali. Le cause della rarefazione della specie sono le stesse già citate a proposito del gallo forcello, con l’aggiunta dell’inquinamento genetico dovuto ad immissioni di ceppi alloctoni o ibridazioni con altre specie.

Le quattro specie della piccola fauna alpina che la legge nazionale considera cacciabili gallo forcello, coturnice, pernice bianca e lepre variabile rappresentano un elemento fondamentale dell’ecosistema alpino. Mentre pernice bianca e lepre variabile sono attualmente tutelate dalla normativa regionale, gallo forcello e coturnice restano esposte al fuoco delle doppiette.

Il 5 luglio 2016 per iniziativa di alcuni Consiglieri regionali sensibili alle tematiche ambientali furono presentati in Consiglio regionale due emendamenti al DDL n. 210, riguardante il riordino delle Province, tendenti a vietare la caccia a queste due specie. Il primo emendamento dei gruppi di maggioranza era stato sottoscritto dai consiglieri Barazzotto, Ottria, Valle, Conticelli, Allemano (PD), Grimaldi (SEL), Chiapello (Moderati), Monaco (Scelta Civica), Giaccone (Lista Chiamparino). Il secondo emendamento era stato presentato dal Gruppo del Movimento 5 Stelle. Il primo emendamento fu presto ritirato di fronte alle proteste del mondo venatorio rappresentate in primis da Vignale (Forza Italia). L’emendamento del Movimento 5 Stelle è stato votato il 27 luglio 2016, ma non ha raggiunto la maggioranza consiglieri presenti e non è stato approvato. Solo 6 sono stati i voti contrari, favorevoli tutti gli 8 consiglieri del Movimento 5 Stelle, i 2 di SEL e solo Vittorio Barazzotto del PD. La massiccia astensione o non partecipazione al voto dei consiglieri del più numeroso gruppo di maggioranza (PD) ha condannato a morte, e probabilmente all’estinzione, il gallo forcello e la coturnice. Alleghiamo per doverosa nota di cronaca l’esito della votazione. Ringraziamo quanti si sono impegnati per salvaguardare queste due specie e li invitiamo a continuare nel loro impegno per la tutela della fauna selvatica.

Esito della votazione: Pre...

CENA BUFFET VEGANA

Per festeggiare insieme la fine dell'anno e l'inizio del nuovo, per ritrovarci in allegria e per sostenere l'associazione SOCI E SIMPATIZZANTI  sono invitati alla CENA BUFFET VEGANA

Giovedì 10 dicembre 2015 alle ore 19,30 presso  Naturalmente Veg in Corso Casale 204 a Torino.
Costo €. 15,00  comprensivo di una bevanda

Prenotazioni entro lunedì 7 dicembre 2015 con mail a lacpiemonte@abolizionecaccia.it   oppure
chiamando il numero 3479454229 (Giulia)

EMERGENZA CINGHIALI: MODALITÀ DI INTERVENTO

Sabato 7 Novembre 2015 si è svolto il convegno il fallimento degli abbattimenti e le strategie alternative sui cinghiali.

Gli interventi che nella mattinata si sono susseguiti hanno posto in evidenza le responsabilità delle politiche venatorie sino ad ora seguite per quanto attiene la gestione del cinghiale in Piemonte. Le immissioni di animali importati e d'allevamento continuate legalmente fino alla metà degli anni '80, e continuate illegalmente dopo, hanno contribuito alla massiccia diffusione della specie.

Tutti i tentativi posti in essere per ridurre l'impatto di questo ungulato sulle attività agricole attraverso l'attività venatoria (L.R.9/2000, squadre di selecontrollori, aumento del carniere giornaliero e stagionale...) hanno fallito.
Il Prof. Consiglio nel suo intervento ha sostenuto che la caccia disgrega i gruppi consolidati e contribuisce ad aumentare la fertilità della specie venendo meno il fenomeno della simultaneità dell'estro delle femmine.

L'aumento degli incidenti stradali causati dalla fauna selvatica coincide, secondo uno studio prodotto dalla Provincia di Cuneo, con la stagione venatoria.
In particolare i cani causano lo spostamento degli animali che possono attraversare strade o invadere le aree urbane.
La pericolosità della specie è stata negata e i casi , rari, di aggressione verso le persone sono tutti riconducibili a comportamenti scorretti o imprudenti dei soggetti coinvolti. Molto più pericolosa è l'attività venatoria a causa delle armi utilizzate.
Il Prof. Belletti, dati alla mano, ha dimostrato che il costo dei danni prodotti dal cinghiale sono interamente a carico del cittadino contribuente e che i cacciatori pagano solo parzialmente il valore della carne degli animali abbattuti.
La testimonianza di Giovanni Scaglione, imprenditore agricolo, ha permesso di evidenziare che, se da una parte il cinghiale è causa di ingenti danni all'agricoltura, dall'altra sono altrettanto ingenti quelli causati dall'attività venatoria soprattutto agli agriturismi che perdono clientele e opportunità di lavoro a causa del venir meno delle condizioni di quiete e sicurezza nelle campagne. La predisposizione di piani di controllo della specie sempre maggiormente rivolti alle iniziative di prevenzione dei danni anche in ossequio al dettato dell'art. 19 della L. 157/1992 è stata illustrata dal Dr. David Bianco, responsabile Area Biodiversità Ente di gestione per i Parchi e la Biodiversità Emilia Orientale.
La difesa delle colture attraverso recinzioni elettrificate con risultati positivi in oltre il 90% dei casi è stata illustrata dal Dr. Andrea Marsan, Biologo dell'Università di Genova. Nel suo intervento il relatore ha evidenziato il fatto che impedendo l'accesso alle coltivazioni gradite dal cinghiale, si riducono le disponibilità alimentari della specie e si contribuisce alla riduzione numerica delle popolazioni.
Dal convegno è emerso che le problematiche legate alla presenza del cinghiale riguardano molteplici aspetti: il rischio per le persone dovute agli incidenti stradali, la pericolosità dell'attività venatoria, i danni alle attività agricole causati dalla specie, i danni alle attività imprenditoriali causati dall'attività venatoria. E' altresì emerso che la via preferenziale per contenere i danni del cinghiale passa attraverso le iniziative di prevenzione (divieto di allevamento, trasporto, detenzione, immissione), difese opportune delle colture, ...

IL PIEMONTE PROTEGGE TRE SPECIE SELVATICHE!

  • Pernice bianca (Lagopus muta)

    Pernice bianca (Lagopus muta)

In Consiglio Regionale, durante la discussione del Disegno di legge n. 143 “Disposizioni collegate alla manovra finanziaria 2015” sono stati approvati due emendamenti, uno presentato da Nino Boeti (PD) tendente a vietare la caccia alla pernice bianca e all’allodola ed uno presentato da Giorgio Bertola (M5S) tendente a vietare la caccia alla pernice bianca e alla lepre variabile.

  • Lepre variabile (Lepus timidus)

    Lepre variabile (Lepus timidus)

Entrambi gli emendamenti hanno raccolto il voto favorevole della maggioranza dei consiglieri e sono diventati legge.

Le tre specie, in grave declino numerico, dovranno essere escluse dall’elenco delle specie cacciabili.

La LAC ringrazia i consiglieri proponenti e tutti coloro che hanno espresso il voto favorevole.

Un passo avanti sulla strada della civiltà.

  • Allodola (Alauda arvensis)

    Allodola (Alauda arvensis)

 

 

 

 

La Caccia

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Statuto LAC Piemonte

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